Sardegna in moto: da Stintino a Ula tirso

Itinerario 2: da Stintino a Ula tirso

Svegliarsi a Stintino con i garriti dei gabbiani in una soleggiata e calda domenica di maggio, mette molto di buon umore  😛   :mrgreen: .

I più mattinieri sono Geppo e Guido che  passeggiano vicino al porto in attesa che Antonello (Nenne) ci chiami per la colazione, piacevolmente servita sul terrazzo all’aperto.

Poco dopo le 9 lo salutiamo, ma è un arrivederci in quanto nel suo ➡  B&B La reale ci siamo trovati benissimo e torneremo  🙂 .
La prima destinazione di oggi è la miniera di Argentiera che dista una trentina di km.
Ci mettiamo in marcia percorrendo a ritroso la SP34 e di seguito la SP57, che ci regala meravigliosi paesaggi fino Palmadula.

Svoltiamo a destra sulla SP18, gli ultimi 6 km mi mandano il cervello in pappa 😆 , in quanto la strada alterna tratti da passo dolomitico a curve a strapiombo sul mare, manco a dirlo, l’asfalto è perfetto 😛 , pura estasi mototuristica  😛 .
Avete presente quando gira tutto per il verso giusto? Ecco questo è uno di quei giorni  😛  .
La miniera di Argentiera è solitamente visitabile solo all’esterno, ma casualmente oggi ci sono dei volontari che, gratuitamente, organizzano visite guidate anche all’interno   :mrgreen:  .
Naturalmente non perdiamo l’occasione e ci aggreghiamo al gruppo per la visita all’interno della miniera, attiva fino a metà del ‘900, nella laveria in legno recentemente restaurata e nelle altre camere adibite alle varie fasi della frammentazione del materiale.

Miniera Argentiera

Miniera Argentiera

Geppo shoot

Geppo shoot

Io

Io

Guido e Andrea

Guido e Andrea

laveria

laveria

macchinari

macchinari

Geppo

Geppo

Chiesa sopra al villaggio

Chiesa sopra al villaggio

Terminata la visita sono le 11 passate, oggi fa un bel caldo,  partiamo in direzione Alghero ma prima deviamo verso Capo caccia.

La SP 69 è molto bella, generosa di curve veloci e splendidi paesaggi, in giro non c’è nessuno, la strada è nostra fino all’incrocio con la SP55 dove incontriamo qualche auto in più.
Saliamo fino al punto panoramico più alto dove inizia la famosa scalinata che scende alle Grotte del Nettuno.
Non abbiamo il tempo di farci 654 scalini ❗ , la prossima volta programmeremo la visita alla grotte …in barca  😉 ,  sostiamo per un pò di foto e per ammirare  la rada del parco naturale di Porto Conte, poi ci dirigiamo ad Alghero dove sosteremo per il pranzo.

Entriamo in città dalla via Lido, in questa prima domenica di maggio ci sono 30 gradi, noi passiamo osservando la spiaggia di S. Giovanni popolata di ombrelloni aperti,  accaldati e invidiosi di un bel bagno rinfrescante proseguiamo fino al centro storico dove parcheggiamo.
Rapida consultazione e ci sediamo in un bar, oggi stiamo leggeri, panino e birra, Ichnusa naturalmente :mrgreen: .
Dopo il veloce pranzo passeggiamo per il centro storico di questa cittadina conosciuta anche come Barcelloneta, la piccola Barcellona, per via del suo passato catalano la cui lingua è ancora in uso tra gli algheresi. Camminando tra le tipiche viuzze ricche di negozi di coralli e souvener, arriviamo alla cattedrale di S. Maria che spicca per la sua altissima torre campanaria. Proseguiamo poi sui famosi bastioni che percorriamo fino alla Torre Sulis altro simbolo di Alghero.

Ritornati in sella prendiamo il lungomare per uscire dal centro, immediatamente il traffico torna nullo, l’asfalto è manco a dirlo perfetto, siamo su una delle strade più belle della Sardegna, forse la più bella, la Alghero – Bosa :mrgreen:  .

Questi 43 Km sono assolutamente goduriosi, sia per lo straordinario panorama di cui si gode ad ogni curva, sia per la bellezza del tracciato, un misto di curve più o meno veloci, alternate a diversi saliscendi. L’ampia carreggiata, l’assenza di traffico, l’ottimo asfalto, mettono a dura prova il dosaggio del gas, ma lo spettacolo offerto dalla costa è un’ottimo calmante naturale, così ci gustiamo appieno questo tratto fino a Bosa, anzi vorremmo tornare indietro e rifarla  🙂 .

Bosa è un’altro borgo tra i più belli d’Italia, famoso anche per le sue concerie colorate sulla riva del fiume Temo. Appena arriviamo Geppo decide per una sosta fuori programma al castello di Serravalle, sull’omonimo colle che domina la località. Del complesso la cosa migliore è la vista che si gode su tutta la valle  😉 , siamo a metà pomeriggio, fa caldo, abbiamo sete e ancora 70 km da percorrere per altre 2 ore circa. Verso Bosa Marina ci dissetiamo al “bar nazionale da Giuseppe” dove campeggia l’insegna Ichnusa  😆 .
Soft drink ❓ da Giuseppe il tempo sembra fermo  agli anni ’60, i muri trasudano fumo di sigarette e i tavoli sono segnati dalle giocate a carte. Mentre sorseggiamo la mitica birra sarda, il titolare e la moglie ci raccontano storie di vita locale da cui ci distacchiamo a fatica  :mrgreen: .

Dopo la splendida spiaggia di Bosa Marina, ci dirigiamo all’interno, prima verso Tresnuraghes e poi Cuglieri. Il paesaggio è diventato appenninico, fino a poco prima di Ghilarza percorriamo circa 40 km densi di curve durante i quali incontriamo, in tutto, 3 greggi di pecore e 2 auto  ❗  .

Vicino a Nuraghe Losa prendiamo la SP 23 che velocemente ci porta vicino ai laghi interni, ultima sessione di curve e finalmente arriviamo a Ula tirso, all’agriturismo ➡ Sa Tanchitta.

Veniamo accolti dai titolari a bottigliate di Ichnusa :mrgreen: , il posto è semplicemente meraviglioso, più che un agriturismo, un ranch immerso nel verde tra pace e quiete. Ci sistemiamo nelle belle e ampie camere, curate in semplice stile sardo. A cena siamo gli unici, dopo antipasti di salumi e pecorino, arrivano i ravioli della tradizione locale, e poi lui, il re della cucina sarda 😛 , il porceddu, servito sul vassoio di sughero. Per finire l’ottima cena non potevano mancare il mirto e il filuferru che ci danno il colpo di grazia 🙂 :mrgreen: .

Il mattino seguente la colazione è quella dei campioni con biscotti  marmellate e altre leccornie fatte in casa; è un lunedì e mentre gli altri vanno in ufficio noi a malincuore lasciamo il Sa Tanchitta, un’altro splendido esempio dell’ospitalità sarda che non dimenticheremo, e partiamo per il terzo itinerario da ➡  Ula tirso a Sant’ Antioco.

Stay with us :mrgreen: .

 

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davide

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